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Un mecenate in Sicilia: Arte militante per riscattare il territorio

Logo di Kublai

Antonio Presti e Fiumara d’Arte, un binomio inscindibile che testimonia la voglia di riscatto di una terra tormentata, ricercata attraverso il legame di valori etici ed estetici e la celebrazione a tutto tondo della bellezza.

Antonio Presti è certamente un siciliano d’eccezione, un uomo che con il proprio impegno ha contribuito e contribuisce giorno per giorno a far crescere la Sicilia e la sua immagine. Bersaglio del racket, della politica clientelare e di una  giustizia ipocrita, Antonio Presti è sicuramente il più importante promotore siciliano di arte moderna e contemporanea. Mecenate e artista lui stesso, il suo nome è legato a Fiumara d’Arte, la fondazione da lui presieduta e protagonista di mille battaglie contro l’abbattimento più volte rischiato delle opere promosse. In questi ultimi mesi il nome di Antonio si associa alla realizzazione della meravigliosa Porta della Bellezza a Librino, il quartiere di Catania simbolo del degrado della città a cui Antonio con la sua azione ha restituito dignità e speranza di crescita promuovendovi il culto della bellezza e il rispetto dei valori etici e civili.

Antonio Presti, accompagnato dall’eco delle sue opere d’arte, sarà ospite di Kublai il prossimo martedì 29 Settembre alle ore 21.30 per un incontro in cui si parlerà dell’esperienza di Fiumara d’Arte, delle mille vicissitudini e avversità che l’hanno vista nascere e crescere fino a diventare un simbolo, insieme al suo mecenate, di una Sicilia che vuole riscattarsi.

Un incontro particolare che grazie all’uso dei nuovi media che la rete (internet) ci offre, consentirà agli interessati di  partecipare all’evento anche se non si trovano fisicamente nel luogo in cui si svolgerà. L’incontro si terrà infatti in un luogo condiviso della reteSecond Life1, a cui, con un computer e una connessione ad internet, da qualsiasi parte d’Italia e non solo, ci si potrà collegare per ascoltare dalla viva voce di Antonio Presti la sua testimonianza e le sue riflessioni con la possibilità di porgli domande e chiedergli suggerimenti (chi non potesse utilizzare Second Life, potrà seguire l’incontro, senza tuttavia possibilità di intervenire con domande, nella diretta streaming che sarà trasmessa da http://www.progettokublai.net).

Kublai, che promuove l’incontro, è un progetto del Ministero dello Sviluppo Economico che sta guadagnandosi rapidamente una sua visibilità internazionale; nato nella primavera dello scorso anno e animato da Alberto Cottica, economista e musicista (ex Modena City Ramblers), insieme ad altri valenti componenti di un affiatato team, Kublai è un incubatore di progetti di sviluppo locale basati sulla creatività; Kublai favorisce l’incontro tra creativi grazie all’utilizzo delle diverse tecnologie della comunicazione in rete (tra cui un blog, un social network e uno spazio su Second Life) e li conduce anche attraverso il contributo reciproco degli ormai mille e passa appartenenti alla community alla realizzazione di progetti di sviluppo locale improntati al rispetto di valori etici (oltre al supporto dello staff di coaching, ciascun kublaiano può agire per fornire consigli ed esperienze agli altri kublaiani o riceverne a sua volta per il proprio specifico progetto). Durante l’incontro con Antonio Presti, i kublaiani presenti potranno accennare ad Antonio dei loro progetti e chiedergli suggerimenti utili al loro sviluppo.

Uno dei primi progetti avviati, tra gli oltre cento che è oggi possibile trovare su Kublai, prevede il restauro di un Caffè storico in stile liberty degli anni venti del secolo scorso situato a Patti, in Sicilia, e la sua riapertura come caffè letterario, centro culturale e di promozione civica, che si avvale ed è aperto all’uso dei nuovi media e dell’information technology. Il progetto prevede inoltre l’avvio di un’attività di produzione pasticciera, da destinare principalmente all’esportazione, che prevede il recupero e la valorizzazione della pasticceria e della gelateria tipiche locali grazie anche all’uso di antiche ricette. Il progetto è promosso da Nino Galante, piccolo imprenditore informatico siciliano, proprietario dello storico locale, da Roberta Marchesi, pubblicitaria milanese, promotrice di Italian Zone, uno dei più numerosi gruppi italiani attivi in Second Life e da Fabio Fornasari, architetto bolognese specializzato in allestimenti museali e una delle menti italiane più brillanti e creative di Second Life (la rivista d’architettura Ottagono gli ha dedicato una copertina nella scorsa primavera), incaricato dalla Regione Basilicata di realizzare Lucania Lab, curatore della mostra Rinascimento Virtuale, svoltasi lo scorso inverno presso il Museo di Antropologia di Firenze, realizzatore di Neo-Kublai che si inaugura proprio in questi giorni su Second Life e luogo dell’incontro in rete con Antonio Presti.

Il Caffè Galante, che nel secolo scorso fu frequentato da illustri intellettuali siciliani, tra cui il più famoso fu Salvatore Quasimodo, torna ad accogliere ora un altro illustre siciliano nella persona di Antonio Presti, che proprio dal Caffè Galante di Patti, di fronte ad un piccolo pubblico che prenderà parte in loco all’evento, si collegherà con il Porto dei Creativi di Kublai su Second Life per dare vita ad un evento con connotazioni fortemente innovative e che rappresenta una delle attività previste dal progetto Caffè Galante: la realizzazione di eventi in rete.


Approfondimenti

Fiumara d’Arte

La Porta della Bellezza

Kublai

Reportage Kublai: Il Caffè Galante

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1 Second Life è un software che simula il mondo tridimensionale consentendo a più persone che si collegano a questo ambiente di poter variamente interagire tra di loro; per accedere a Second Life e utilizzarlo è necessario scaricare il software, installarlo sul computer e registrarsi per disporre di un proprio avatar.

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Beniamino Joppolo nella mostra al Palazzo Reale di Milano

Pubblicato originariamente su Nebros, Anno I, N. 4 – 5, Maggio – Giugno 1985, sez. cultura, pag 4.

Beniamino Joppolo nella mostra al Palazzo Reale di Milano

Sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, dal 25 Gennaio al 28 Aprile, le sale del Palazzo Reale di Milano hanno fatto da preziosa cornice ad uno dei più significativi avvenimenti culturali dell’anno ospitati dalla città lombarda: si tratta dell’esposizione dedicata a “Corrente”, movimento di arte e cultura di opposizione che, a partire dal 1930 fino alla Liberazione, raccolse intellettuali e artisti di matrice diversa (cattolici, comunisti, socialisti, liberali) e di diverso tipo (scrittori, poeti, pittori, scultori, saggisti, critici) che, attraverso una progressiva presa di coscienza, giunsero a militare attivamente nelle fila dell’antifascismo, prima, e della Resistenza, dopo, pagando anche col carcere o la morte, la loro coerenza di pensiero e azione.

La mostra che si è tenuta a Milano ha fornito un’importante testimonianza, grazie all’esposizione di trecento opere, della genialità artistica di pittori e scultori che fecero parte di “Corrente” e ha permesso di cogliere, mediante un sintetico ma denso profilo storico, ampiamente corredato da immagini e documenti scritti, lo sviluppo e l’attività del movimento. Essa acquistò organicità e maggiore consistenza a partire dal 1938 con l’inizio delle pubblicazioni di un quindicinale e, dopo la soppressione, nel 1940, del giornale da parte delle autorità del regime, con l’apertura di due gallerie d’arte e di una piccola casa editrice. Il giornale raccolse e organizzò tutte quelle spinte culturali di opposizione provenienti dalla parte più viva e sensibile della cultura di quegli anni che già premevano sia a Milano che nel resto d’Italia. L’esposizione testimonia ampiamente quanto massiccia fu la presenza di genialità della nostra isola all’interno del movimento (Quasimodo, Vittorini, Guttuso, Migneco, sono soltanto i nomi più noti) e, per quello che ci riguarda ancora più da vicino, del contributo del pattese Beniamino Joppolo. Sui primi numeri del giornale, fondato nel Gennaio del 1938 da Ernesto Treccani (da cui Joppolo, con evidente manifestazione di amicizia e stima, sarà ritratto nel 1941) comparivano già i nomi di Carlo Bo, Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda, Giuseppe Ungaretti, Carlo Carrà e già nel Febbraio dell’anno successivo si ebbero le prime pesanti reazioni da parte della stampa fascista ad un editoriale di Treccani. Ma fu a partire dallo stesso anno di fondazione che la stampa di regime manifestò apertamente tutta la sua avversione per le tendenze artistiche e letterarie che trovavano spazio all’interno del movimento che attraverso il suo giornale proponeva oltre a pittori come Guttuso, Birolli, Sassu, Migneco, Badodi, Morlotti, Cassinari e Vedova, poeti come Quasimodo e Gatto e scrittori come Vittorini e Joppolo anche grandi uomini della cultura europea: Eliot, Lorca, Jimenez, Kafka, Sartre, Picasso, Heidegger, Matisse.

Fervida fu l’attività all’interno del movimento. Nel Marzo del 1939 si tenne nel Palazzo della Permanente di Milano la prima mostra organizzata da “Corrente”, cui venne dedicato interamente un numero del giornale con funzione di catalogo. In questa circostanza Joppolo presentò la pittura, ancora vangoghiana, di Giuseppe Migneco. Nel Maggio del 1940, come già detto, le pubblicazioni del giornale cessarono. Joppolo fu assiduamente presente durante i tre anni di pubblicazione sulle colonne del giornale con articoli che testimoniano il suo estremo interesse per la pittura e non solo quella di Migneco e Badodi; tra i fogli esposti a Palazzo Reale compaiono i due articoli: “Il problema Carrà” e “Il pittore Valenti”. Conclusasi per imposizione esterna l’esperienza del giornale, l’attività del movimento proseguì ugualmente con l’apertura di una galleria: “La Bottega di Corrente” e di una piccola casa editrice cui si deve la pubblicazione di due prestigiose traduzioni: i “Lirici greci” di Salvatore Quasimodo e i “Lirici spagnoli” di Carlo Bo. Nella collana teatrale venne anche pubblicata nel 1941, “L’ultima stazione” di Beniamino Joppolo con una nota introduttiva di Paolo Grassi che pure la rappresentò alla Triennale di Milano che si tenne nello stesso anno. Negli anni successivi, con l’avanzare della guerra e il sorgere della Resistenza il gruppo cominciò a disperdersi, essendo alcuni dei suoi componenti costretti all’esilio ed essendo altri entrati nella clandestinità (Joppolo fu tra quest’ultimi). La partecipazione alla Resistenza fu lo sbocco naturale di tutti coloro che si erano riconosciuti in “Corrente” e che in tal modo accrebbero il loro impegno civile espresso dai poeti e dagli artisti anche attraverso le loro opere; valgano per tutte “Alle fronde dei salici” di Quasimodo e “I martiri di Piazzale Loreto” di Sassu.

Tra gli intellettuali di “Corrente” che parteciparono alla lotta armata ci furono arresti, deportazioni, caduti. Quelli che rimasero si ritrovarono alla fine della guerra e si profusero nelle diverse e impegnative attività politiche ma pensarono anche a creare nuovi giornali e riviste di cultura. Tuttavia erano mutate ormai le situazioni sia politiche che culturali e le componenti diverse che avevano agito in “Corrente” tendevano ora ad allontanarsi e ad acquistare una propria fisionomia sempre più distinta col passare del tempo. Per quanto riguarda il nostro Joppolo, in una foto del 1948, visibile a Palazzo Reale, lo ritroviamo ancora insieme a Birolli, Morosini, Migneco e Sereni ma anch’egli nel 1954 lascerà Milano per trasferirsi definitivamente a Parigi dove morirà nel 1963. Di “Corrente” ci rimane insieme alle opere e ai fatti che questo movimento fu in grado di produrre, la fondamentale e intramontabile lezione di comportamento che quegli uomini di cultura ebbero di fronte al fascismo e alla mediocrità culturale.