Archivi categoria: Centri Storici

Innovazione, Turismo e Centri Storici; una breve sintesi di quanto si è detto

(articolo pubblicato originariamente su Kublai)

Ho scritto che avrei provato a raccontare una sintesi di quello che si sarebbe detto al convegno “Innovazione, Turismo e Centri Storici” che si è tenuto a Patti lo scorso sabato 17 Ottobre.

Non riesco esattamente a fare una sintesi, mi viene troppo complicato perché si è spaziato parecchio, comunque provo ad accennare qualcosa.

Inizio col dire che il tempo è stato oggettivamente poco e, a parte gli interventi dei due ospiti, Daverio e Argentino (alla fine il dirigente regionale dell’assessorato al turismo non ha partecipato all’incontro), non c’è stato molto spazio per gli interventi del pubblico, così a mio avviso il dibattito ne è uscito molto sacrificato.

C’erano degli studenti, c’erano degli amministratori pubblici; si spera che possa servire ciò che hanno ascoltato e che il pubblico presente ha dimostrato di apprezzare, soprattutto quando si è parlato dello scempio perpetrato a danno dei centri storici, delle politiche edilizie che hanno favorito il loro spopolamento e depauperamento e dell’esigenza di invertire la rotta favorendone recupero, valorizzazione e vivibilità ridotandoli dei servizi più elementari.

Daverio ha proposto polemicamente un premio all’abbattimento per cercare di recuperare la compromessa skyline o linea d’orizzonte e condotto un’analisi storica tesa a sottolineare il decadimento della Sicilia a partire solo dall’inizio del Novecento e ipotizzando una linea di sottosviluppo che invece che dividere il paese tra nord e sud lo divide, secondo la sua visione, tra est e ovest, tra Adriatico e Tirreno, citando a sostegno della sua tesi i positivi interventi sul territorio effettuati in Puglia contrapposti a quelli discutibili della Liguria.

C’è stato un elencare, anche da parte di chi è intervenuto tra il pubblico, di iniziative che potrebbero favorire lo sviluppo dei territori e un riferimento, ma solo un semplice nominarlo, al turismo relazionale senza spiegare di cosa si tratti (ciò di cui discutevamo la sera precedente in una riunione del Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti, cercando di valutare le implicazioni di un nostro coinvolgimento nel progetto AngelixViaggiatori e della proposta di Jesse Marsh per assecondarne l’istanza di ampliamento del contesto iniziale con AngelixCipro).

Un appunto che avrei voluto muovere al prof. Argentino avrebbe riguardato la sua semplicistica visione della rete e della diffusione della banda larga intesi come elementi negativi e alienanti; mi è sembrata la classica e superficiale critica verso la rete che dimostra solo il rifiuto e l’incapacità di coglierne gli aspetti positivi, relazionali e di sviluppo, che invece genera.

Per quanto gradevoli e apprezzabili siano stati gli interventi, con l’eccezione di cui ho detto prima, mi sembra che alla fine di innovazione si sia parlato poco.

key sentences
“inurbazione come forma di controllo”, “dialogo col paesaggio”, “antropologia culturale”, “rapporto tra innovazione e passato”, “crisi della modernità”, “privilegiare i rapporti tra le persone e la qualità della vita”, “critica delle attuali forme di turismo industrializzato”