Archivi categoria: Impegno Civico

La Villa Romana di Patti Marina su OpenStreetMap

(pubblicato originariamente su OpenPatti)

Nell’ambito della presentazione dello studio di Michele FasoloTyndaris e il suo territorio“, tenutosi a Tindari presso il Palazzo dei Dioscuri lo scorso 28 Novembre davanti ad un pubblico davvero numeroso e attento, OpenPatti ha portato un proprio contributo con queste slide in cui si accenna agli open data in archeologia (ma potremmo più in generale auspicarne l’utilizzo per qualsiasi genere di bene culturale), citando l’esperienza dello SCRIPTORIVM di OpenPompei e la pubblicazione del Manifesto degli open data archeologici (MODA), raccontando infine della mappatura in open data della Villa Romana di Patti Marina su OpenStreetMap (attualmente il sito archeologico siciliano più dettagliato e documentato presente su una piattaforma geografica universale) e di come ricavare, con alcuni semplici strumenti, nuove mappe della Villa, arricchite di ulteriori contenuti, sempre in open data, partendo dai dati inseriti in OpenStreetMap.

Dopo aver ascoltato la relazione del prof. Fasolo, l’auspicio è che si possano presto riportare su OpenStreetMap almeno i risultati più importanti della sua ricerca.

Infine, con il necessario supporto della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, ci auguriamo che presto possa essere meglio documentato su OpenStreetMap anche il sito archeologico di Tindari.

N.B.: Per una migliore e completa fruizione della presentazione si consiglia di scaricarla sul proprio computer accedendo a questo link (Slideshare, ad es., non consente il funzionamento dei link delle prime tre slide)

La Notte per la Cultura 2015 e la Villa Romana di Patti Marina

Quest’anno, per la prima volta, le due associazioni organizzatrici della Notte per la Cultura (questa è la sesta edizione), il Club Amici di Salvatore Quasimodo e l’associazione di promozione sociale Officina delle Idee, hanno pensato di sdoppiare l’evento che tipicamente si svolge in una sola serata del mese di Agosto nel centro storico di Patti, pensando anche ad una serata di visite da condurre presso la Villa Romana di Patti Marina.

Questo sito archeologico, scoperto casualmente nel 1973, durante i lavori di costruzione dell’autostrada A20 Messina Palermo, ha sofferto sempre, finora, rispetto ad altri siti siciliani di maggiore notorietà per un inadeguato livello di attenzione, sia relativamente alla cura e alla conservazione del sito stesso (oggetto di incuria, interventi inappropriati, infiltrazioni d’acqua) sia relativamente alle iniziative di promozione attuate, davvero limitate (a qualche depliant), per non dire inesistenti.

Eppure la scoperta della Villa Romana di Patti Marina fece clamore a suo tempo presso gli studiosi, primo caso di ritrovamento che si andava ad affiancare alla coeva e più famosa Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.

L’attenzione dei pattesi sull’importante complesso monumentale, che presenta pregevolissimi mosaici e il desiderio di vederne riconosciute ed apprezzate le peculiarità sono sempre stati elevati negli anni e giustificano pertanto tutti i tentativi di valorizzazione e promozione, tra cui la serata odierna dedicata alla visita della Villa nell’ambito dell’edizione attuale della Notte per la Cultura.

E’ comprensibile pertanto come in questo quadro vada dunque ad inserirsi l’iniziativa civica di OpenPatti e di Digital Champions Patti, attuata dal basso, che, con l’intento di contribuire al successo della serata e più in generale alla promozione e alla valorizzazione del sito, hanno effettuato una mappatura dettagliata delle strutture archeologiche della Villa su OpenStreetMap rendendo così disponibili, gratuitamente, liberamente e in modalità open data, informazioni di alto valore culturale relative ad uno dei più interessanti siti archeologici siciliani, dimostrando di voler perseguire in tal modo obiettivi di condivisione e diffusione della conoscenza oltre che di promozione e valorizzazione del territorio.

Fino a qualche giorno fa della Villa Romana di Patti Marina, sulle mappe  online non si trovava nulla (come in Bing Maps) o la localizzazione approssimativa e più o meno esatta del sito archeologico (Google Maps) o una accennata via d’accesso ed un’area indicante la (criticata) copertura a protezione delle strutture murarie e musive sottostanti (OpenStreetMap).
Mappe a Confronto
Da qualche giorno invece proprio su OpenStreetMap (l’equivalente geografico di Wikipedia) è possibile individuare le strutture architettoniche del sito archeologico con un livello di dettaglio superiore a quello, ad esempio, della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina o di altri siti archeologici siciliani e ricavarsi, sempre in modalità open data, mappe ulteriormente arricchite di contenuti come quella che stasera, durante la visita alla Villa Romana di Patti Marina, sarà disponibile sugli smartphone dei visitatori della Notte per la Cultura semplicemente accedendo al seguente link http://bit.ly/1gL4jwd
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Ricordiamo infine che anche la mappa predisposta per la visita al centro storico di Patti, che seguirà giovedì 13 quella alla Villa, è frutto di un’azione civica dal basso che ha prodotto già lo scorso anno la mappatura più dettagliata esistente del reticolo di vie (circa 200) che caratterizzano il centro storico pattese.
Questo il link alla mappa del Centro Storico http://bit.ly/1fO6TjKcr_npc15
Buona Notte per la Cultura 2015 😉

Digital Day a Messina per la Fattura Elettronica

Slide presentate presso la Camera di Commercio di Messina in occasione del Digital Day sulla Fattura Elettronica svoltosi il 9 Marzo in contemporanea in tutta Italia con il coinvolgimento di oltre 100 Digital Champion locali.

Open Data alla DevFest Sicilia

Il 20 e 21 Ottobre scorsi si è svolto a Sant’Agata di Militello la DevFest Sicilia 2012. Si è trattato di un importante evento per svariate ragioni. Le DevFest sono eventi che si svolgono in tutto il mondo, con il supporto di Google, con l’obiettivo di far incontrare gli sviluppatori di software tra di loro e con gli esperti di Google stessa per approfondire la conoscenza delle tecnologie e dei servizi implementati da Google, ma non solo. Le DevFest sono anche occasioni di approfondimento e dibattito sui trend emergenti; indipendentemente dal fatto che abbiano o meno il marchio Google, sono eventi in cui si ha a che fare con  tematiche che coinvolgono in generale il mondo dell’information and communication technology (ICT), come lo possono essere un contest per un’idea imprenditoriale, un’occasione di elevator pitch per delle startup, o, come nel mio caso, una presentazione divulgativa sugli open data. La DevFest Sicilia 2012 è stata importante anche per alcune altre ragioni; è stato uno dei soli due eventi di questo tipo organizzati in Italia nel 2012 (l’altro si è svolto parallelamente in quei giorni a Firenze), ed è stata un’iniziativa nuova nel nostro panorama regionale siciliano, soprattutto provinciale, e , non ultimo dei dettagli, è stato organizzato congiuntamente dai tre Google Developer Group (GDG) siciliani (GDG Catania, GDG Nebrodi e GDG Palermo) con una scelta che è risultata vincente per i temi affrontati e per la presenza di alcune centinaia di partecipanti che hanno potuto assistere (interloquendo) alle presentazioni degli esperti presenti in sala o collegati in videoconferenza anche dall’altra parte dell’oceano; tutti elementi che, di fatto, hanno reso sold-out l’evento già molti giorni prima del suo avvio. E’ stata quindi vincente la scelta da parte dei tre GDG siciliani di collaborare mettendo in comune e, per quanto possibile, le forze di ciascuno dei tre gruppi.

Personalmente sono stato presente alla DevFest Sicilia per svolgere, in coppia con Paolo Mainardi, collegato in videoconferenza, una presentazione divulgativa sugli open data. Consapevole di quanto sia ancora poco diffusa nel Sud Italia la disponibilità di open data, l’intento era appunto quello di cogliere l’occasione della DevFest per fare un po’ di divulgazione sul tema.

Wikicrazia al Caffè Galante

Wikicrazia

La locandina dell’incontro con Alberto Cottica al Caffè Galante per parlare di Wikicrazia

Con il patrocinio del Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti e dell’Associazione NoveMaggio, si svolgerà domenica 5 Giugno, alle ore 18.00, presso il Caffè Galante, un incontro con Alberto Cottica, autore di Wikicrazia; un’occasione per iniziare a riflettere, ai tempi della rete, su come far avvicinare pubblica amministrazione e cittadini.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming su http://www.telepatti.it e sarà attivo un collegamento tra il Caffè Galante a Patti e il Caffè Galante SL a NeoKublai in Second Life. Durante l’incontro è previsto inoltre il collegamento e l’intervento via  Skype da Bologna di Massimo Carnevali, un wikicratico bolognese, ICT Manager del Comune di Bologna dove, perseguendo una politica di contenimento dei costi per il suo ente, si è adoperato per l’introduzione e l’adozione di licenze software opensource.

A tre anni dalla sua prima visita a Patti, quando venne a realizzare per Kublai un reportage sul progetto Caffè Galante, Alberto Cottica torna per parlarci stavolta di Wikicrazia: “una visione entusiasmante di quello che le politiche pubbliche potrebbero diventare nell’era di Internet: la mobilitazione di una intelligenza collettiva, attraverso la collaborazione creativa tra gli amministratori, le organizzazioni nonprofit, e soprattutto migliaia e migliaia di cittadini motivati a inventare, attuare e sorvegliare gli effetti dei nuovi schemi di integrazione – abilitati dalla tecnologia – che possono rendere le nostre vite più produttive, importanti e socialmente responsabili; e la nostra società più aperta e coesa” (David Lane)

Alberto Cottica è musicista (essendo stato tra i fondatori del gruppo musicale dei Modena City Ramblers), economista, studioso esperto di dinamiche sociali e politiche di governo, autore di Wikicrazia e fondatore e direttore di Kublai, l’incubatore digitale per i creativi promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico per favorire la nascita di progetti etici, innovativi e sostenibili di sviluppo dei territori.

Gli interessati potranno approfondire la conoscenza di Alberto visitando il suo blog: http://www.cottica.net

I pattesi interessati ad approfondire l’argomento, troveranno il libro di Alberto presso l’edicola-libreria Piccione in piazza Marconi.

Un mecenate in Sicilia: Arte militante per riscattare il territorio

Logo di Kublai

Antonio Presti e Fiumara d’Arte, un binomio inscindibile che testimonia la voglia di riscatto di una terra tormentata, ricercata attraverso il legame di valori etici ed estetici e la celebrazione a tutto tondo della bellezza.

Antonio Presti è certamente un siciliano d’eccezione, un uomo che con il proprio impegno ha contribuito e contribuisce giorno per giorno a far crescere la Sicilia e la sua immagine. Bersaglio del racket, della politica clientelare e di una  giustizia ipocrita, Antonio Presti è sicuramente il più importante promotore siciliano di arte moderna e contemporanea. Mecenate e artista lui stesso, il suo nome è legato a Fiumara d’Arte, la fondazione da lui presieduta e protagonista di mille battaglie contro l’abbattimento più volte rischiato delle opere promosse. In questi ultimi mesi il nome di Antonio si associa alla realizzazione della meravigliosa Porta della Bellezza a Librino, il quartiere di Catania simbolo del degrado della città a cui Antonio con la sua azione ha restituito dignità e speranza di crescita promuovendovi il culto della bellezza e il rispetto dei valori etici e civili.

Antonio Presti, accompagnato dall’eco delle sue opere d’arte, sarà ospite di Kublai il prossimo martedì 29 Settembre alle ore 21.30 per un incontro in cui si parlerà dell’esperienza di Fiumara d’Arte, delle mille vicissitudini e avversità che l’hanno vista nascere e crescere fino a diventare un simbolo, insieme al suo mecenate, di una Sicilia che vuole riscattarsi.

Un incontro particolare che grazie all’uso dei nuovi media che la rete (internet) ci offre, consentirà agli interessati di  partecipare all’evento anche se non si trovano fisicamente nel luogo in cui si svolgerà. L’incontro si terrà infatti in un luogo condiviso della reteSecond Life1, a cui, con un computer e una connessione ad internet, da qualsiasi parte d’Italia e non solo, ci si potrà collegare per ascoltare dalla viva voce di Antonio Presti la sua testimonianza e le sue riflessioni con la possibilità di porgli domande e chiedergli suggerimenti (chi non potesse utilizzare Second Life, potrà seguire l’incontro, senza tuttavia possibilità di intervenire con domande, nella diretta streaming che sarà trasmessa da http://www.progettokublai.net).

Kublai, che promuove l’incontro, è un progetto del Ministero dello Sviluppo Economico che sta guadagnandosi rapidamente una sua visibilità internazionale; nato nella primavera dello scorso anno e animato da Alberto Cottica, economista e musicista (ex Modena City Ramblers), insieme ad altri valenti componenti di un affiatato team, Kublai è un incubatore di progetti di sviluppo locale basati sulla creatività; Kublai favorisce l’incontro tra creativi grazie all’utilizzo delle diverse tecnologie della comunicazione in rete (tra cui un blog, un social network e uno spazio su Second Life) e li conduce anche attraverso il contributo reciproco degli ormai mille e passa appartenenti alla community alla realizzazione di progetti di sviluppo locale improntati al rispetto di valori etici (oltre al supporto dello staff di coaching, ciascun kublaiano può agire per fornire consigli ed esperienze agli altri kublaiani o riceverne a sua volta per il proprio specifico progetto). Durante l’incontro con Antonio Presti, i kublaiani presenti potranno accennare ad Antonio dei loro progetti e chiedergli suggerimenti utili al loro sviluppo.

Uno dei primi progetti avviati, tra gli oltre cento che è oggi possibile trovare su Kublai, prevede il restauro di un Caffè storico in stile liberty degli anni venti del secolo scorso situato a Patti, in Sicilia, e la sua riapertura come caffè letterario, centro culturale e di promozione civica, che si avvale ed è aperto all’uso dei nuovi media e dell’information technology. Il progetto prevede inoltre l’avvio di un’attività di produzione pasticciera, da destinare principalmente all’esportazione, che prevede il recupero e la valorizzazione della pasticceria e della gelateria tipiche locali grazie anche all’uso di antiche ricette. Il progetto è promosso da Nino Galante, piccolo imprenditore informatico siciliano, proprietario dello storico locale, da Roberta Marchesi, pubblicitaria milanese, promotrice di Italian Zone, uno dei più numerosi gruppi italiani attivi in Second Life e da Fabio Fornasari, architetto bolognese specializzato in allestimenti museali e una delle menti italiane più brillanti e creative di Second Life (la rivista d’architettura Ottagono gli ha dedicato una copertina nella scorsa primavera), incaricato dalla Regione Basilicata di realizzare Lucania Lab, curatore della mostra Rinascimento Virtuale, svoltasi lo scorso inverno presso il Museo di Antropologia di Firenze, realizzatore di Neo-Kublai che si inaugura proprio in questi giorni su Second Life e luogo dell’incontro in rete con Antonio Presti.

Il Caffè Galante, che nel secolo scorso fu frequentato da illustri intellettuali siciliani, tra cui il più famoso fu Salvatore Quasimodo, torna ad accogliere ora un altro illustre siciliano nella persona di Antonio Presti, che proprio dal Caffè Galante di Patti, di fronte ad un piccolo pubblico che prenderà parte in loco all’evento, si collegherà con il Porto dei Creativi di Kublai su Second Life per dare vita ad un evento con connotazioni fortemente innovative e che rappresenta una delle attività previste dal progetto Caffè Galante: la realizzazione di eventi in rete.


Approfondimenti

Fiumara d’Arte

La Porta della Bellezza

Kublai

Reportage Kublai: Il Caffè Galante

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1 Second Life è un software che simula il mondo tridimensionale consentendo a più persone che si collegano a questo ambiente di poter variamente interagire tra di loro; per accedere a Second Life e utilizzarlo è necessario scaricare il software, installarlo sul computer e registrarsi per disporre di un proprio avatar.

L’intervista su 40xPatti rilasciata a Isola Telematica, blog tematico di Quotidiano di Sicilia

(Intervista pubblicata originariamente su Isola Telematica)

E’ da ieri on line, su Isola Telematica, l’intervista di Benedetto Motisi su 40xPatti.

Isola Telematica è un blog di Quotidiano di Sicilia, una testata impegnata dal 1979 nel titanico tentativo di diffondere cultura e modelli etici per la modernizzazione della Sicilia e dei siciliani.

 

qds_mDopo l’intervista a Simone Di Stefano, ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con l’ideatore di Infopatti, Antonino Galante; un esperto delle piattaforme sociali che animano il Web, come avrete modo di leggere dalle sue risposte.

Dalle stesse emerge inoltre la proposta di un 40xSicilia, un network in grado di raggruppare tutte quelle realtà glocali in una piattaforma a vocazione regionale.
Vi lascio, dunque, all’intervista augurandovi una buona lettura!
 

1) Com’è nata l’idea di 40XPatti?

40xPatti, anzi Infopatti, è nata nell’Aprile del 2008 con l’obiettivo di costituire una comunità digitale locale, per aggregare e far discutere tra di loro i cittadini pattesi su temi di interesse per la città o, come recitano le finalità pubblicate sull’home page, per “favorire lo sviluppo e la diffusione a livello locale della cultura digitale e promuovere, in tal modo, la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica”.

Da un punto di vista tecnico, scelsi la piattaforma per social network Ning le cui caratteristiche avevo avuto modo di apprezzare su unAcademy e alcuni altri social network di cui facevo già parte; il nome 40xPatti è stato aggiunto ad Infopatti successivamente, in seguito alla scoperta, un paio di mesi dopo, di 40xVenezia durante una conferenza promossa su Second Life da Kublai dove invitai alla realizzazione di un network nazionale di 40x da sviluppare con il supporto e la collaborazione di Emanuele Dal Carlo fondatore e animatore del social network veneziano, che già all’epoca contava circa 1500 iscritti; da qui quindi, grazie ad un’idea maturata su Kublai, possiamo dire che è nato 40xNetwork i cui primi aderenti, oltre 40xVenezia, sono stati 40xCatania, fondato e promosso da Simone Di Stefano, e 40xPatti, cui successivamente si è aggiunto 40xCagliari.

2) Quali sono i rapporti con gli altri portali “40x”? Pensi ci siano i margini per un coordinamento con altri social network come il vostro?

In effetti, come dicevo prima, i 40x nascono dalla volontà di alcuni di estendere e diffondere l’esperienza di successo veneziana ad altre città; ovviamente ogni città vive problematiche diverse e se per 40xVenezia il tentativo di trasformare Venezia in città albergo, sottraendo case ai veneziani per destinarle ai turisti, viene vissuta e temuta dai veneziani come una minaccia alla propria città e comunità, per realtà come Patti o anche Catania, dove la crescita turistica andrebbe sostenuta, trovare e destinare alloggi, magari abbandonati ed inutilizzati nei rispettivi centri storici, per recuperarli e valorizzarli destinandoli ad arricchire la ricettività turistica, rappresenterebbe un’opportunità di sviluppo.

Ma la differenza di problematiche da una città all’altra non esclude tuttavia che ve ne siano di comuni da affrontate insieme in appositi eventi come in realtà ci siamo ripromessi di fare in occasione dell’ingresso di 40xPatti nella rete dei 40xNetwork, quando, collegandoci da Patti via Skype, con Simone di Stefano a Catania, e con Emanuele Dal Carlo a Venezia, abbiamo ipotizzato eventi di questo genere che potrebbero essere realizzati grazie all’uso di ambienti quali Second Life anche se ad oggi non si è presentata ancora l’occasione di farlo; ad ogni modo, la presenza contemporanea di molti iscritti sui vari social network che fanno parte della rete 40x, permette spesso di sviluppare dibattiti in cui il contributo degli iscritti non locali è consistente e determinante e costituisce quell’importantissimo canale e mezzo di scambio di idee, competenze ed esperienze che può venire utile a realtà, ad esempio come Patti, che per molteplici ragioni, storiche, geografiche, ambientali, sono a corto di idee, competenze ed esperienze fondamentali per la soluzione anche di problemi apparentemente banali.
Si rivela anche importante l’apporto dei locali che non vivono più nel loro luogo di origine e che entrando a far parte del 40x della città di origine riescono a portare un importante contributo frutto delle esperienze maturate altrove, come ad esempio sta succedendo proprio in questi giorni per 40xPatti.

Comunque, chiunque abbia interesse a creare un nuovo 40x, può farlo, entrando in contatto con qualcuno degli animatori di una delle reti 40x esistenti, purché segua alcune regole comuni e adatti il manifesto di 40xVenezia alla propria realtà locale come è già stato fatto dagli altri 40x.

3) Qual è stato e quale sarà il contributo di 40xPatti a iniziative “offline”?

Proprio in questi giorni 40xPatti esce per la prima volta dal proprio ambito digitale per passare a quello fisico, del faccia a faccia; e lo fa proprio per dar luogo ad un dibattito proposto durante lo svolgimento di una discussione sviluppatasi sul social network nei mesi precedenti e dopo essere riuscito ad assicurarsi la presenza degli amministratori comunali senza il coinvolgimento dei quali il dibattito sarebbe stato privato degli interlocutori naturali della comunità.

Patti è una piccola cittadina e per di più meridionale, quindi oltre che trovarsi ad affrontare i comuni problemi di tipo ambientale (abitudini e mentalità prevalentemente riscontrabili presso i siciliani) cui anche gli amici di 40xCatania fanno fronte nella continua ricerca di azioni volte a sensibilizzare la coscienza civica dei cittadini, ha anche il problema, appunto, di essere un piccolo centro dove non è facile fare i numeri delle medie e grandi città.

Il nostro social network deve crescere ancora presso i pattesi e se non ha ancora dato vita ad associazioni (come è successo a Venezia) o ad azioni quale quella dei manichini a Catania, continuerà a proporsi come mezzo e occasione di crescita civile per Patti perseguendo l’obiettivo di abituare i pattesi al confronto costruttivo sia sulla rete come anche de visu; l’obiettivo non è certo internet fine a se stessa, ma la rete come formidabile strumento in più di cui disporre per favorire la crescita della comunità pattese a tutti i livelli, culturale, civile, economico.

4) “Il sottosviluppo esiste laddove vi è sfiducia nel cambiamento” (A. Cottica) è la frase di apertura di 40xPatti. Come pensi si traduca nella realtà pattese e siciliana nei confronti del mondo perennemente in rivoluzione del Web?

La frase di Alberto Cottica, fondatore e animatore di Kublai, che lessi in una sua intervista, mi colpì davvero per come sintetizzava e descriveva l’aborrito immobilismo pattese e siciliano in genere, che vivo, che viviamo purtroppo ancora, e questo potrebbe già essere sufficiente per risponderti; per me, quella frase rappresenta chiaramente il punto di partenza per convincere i miei concittadini a cercare il cambiamento, a far di tutto per uscire dalla condizione di sottosviluppo sociale, culturale, economico in cui ci troviamo, nel rispetto, ovviamente, dei principi etici.

E’ da tempo che penso a un 40xSicilia, ma non potrei assumermi l’impegno di animarlo da solo, e questo per rispondere alla seconda parte della domanda, per dire come dal web mi aspetti finalmente quelle aggregazioni e quelle azioni di democrazia dal basso che possono, potrebbero, lasciare il segno, fare la differenza nel favorire la crescita dei cittadini rispetto a quanto è avvenuto finora.

5) Dal tuo profilo emerge che sei “dentro” il mondo informatico da un bel po’ di tempo e che nel recente passato ti sei attivato per coniugare questa passionelavoro all’impegno sociale. Alla luce della tua esperienza come pensi si sia evoluto il ruolo mediatico del Web e in che direzione sta andando?

Diciamo che una mia sensibilità verso le problematiche sociali mi accompagna sin dall’adolescenza e che, nel momento in cui sono entrato in contatto con la cosiddetta dimensione sociale della rete, è stato del tutto naturale esprimere anche lì questa mia sensibilità; è così che, entrato in un mondo come Second Life, mi è sembrato del tutto naturale portarci un protagonista della lotta al racket come Tano Grasso a testimoniare della sua esperienza in uno spazio non più limitato ai presenti raccolti nella sala di un edificio, ma in uno spazio aperto a persone variamente sparse per l’Italia, e che, come per incanto, si trovano tutte in contatto tra di loro come se fossero appunto in una stessa stanza; per i politici, invero, mi aspettavo che l’intervento della Finocchiaro in Second Life, che aveva avuto il solo precedente di Di Pietro, potesse inaugurare un modo nuovo per i politici di confrontarsi direttamente con i cittadini.

Comunque, il tentativo di utilizzare la rete nelle sue molteplici espressioni come mezzo per testimoniare, diffondere cultura, ricercare occasioni di confronto e di sviluppo, per me, per chi usa la rete per creare tali occasioni e per chiunque abbia il desiderio di crescere ed ampliare i propri orizzonti, rimane un’incredibile opportunità che gli sviluppi della tecnologia e una maggiore disponibilità della banda larga accresceranno ancora.

6) Nello specifico, pensi che in futuro i social network, possano essere usati per iniziative partecipate “glocali” come la vostra, o la tendenza è sempre un maggiore appiattimento verso le piattaforme di moda e poco impegnate?

Tutto dipende certamente dagli interessi specifici dell’individuo che usa la Rete; il suo uso intelligente è ad ogni modo già oggi una realtà, basti pensare ad esempio a iniziative come Kublai, dove gli individui si aggregano per ritrovarsi in un incubatore di progetti di sviluppo locale e dove ciascuno dei partecipanti può agire per fornire consigli ed esperienze agli altri partecipanti o riceverne a sua volta per il proprio specifico progetto.

Sono entrato su Facebook due anni fa, quando ancora lo conoscevano in pochi, con una foto in giacca e cravatta perché credevo potesse essere un mezzo per sviluppare contatti professionali e scambi di conoscenze ed esperienze con i miei colleghi d’oltreoceano, successivamente ho smesso giacca e cravatta per indossare una maglietta (oggi, ad esempio, un social network più indicato per quelle finalità, dove continuo a portare giacca e cravatta, è Linkedin); in Second Life la maggior parte di quelli che entrano lo fanno per curiosità, per provare nuove emozioni, per gioco, poi magari si stancano e non vi tornano più, ma esistono anche coloro che usano o continuano a usare Second Life, i social network e i vari strumenti che il Web 2.0 ci offre per finalità diciamo più “serie” o se si preferisce, come formidabili strumenti di comunicazione.

Le persone avranno sempre più dimestichezza con la rete e la utilizzeranno sempre meglio, per le frivolezze come per le cose che non lo sono. Mi aspetto certamente che crescano le pressioni dal basso, una maggiore consapevolezza civica nei cittadini, una maggiore diffusione dell’e-lerning e dell’e-democracy, così come anche della remote collaboration, nella speranza che questo possa avere anche un impatto positivo sulla riduzione dei viaggi di lavoro e sull’inquinamento.

7) Cosa ne pensi dell’informazione siciliana e come questa può essere migliorata dal citizen journalism e dalla partecipazione 2.0?

Mi aspetto tanto di buono, ovviamente; la presenza on-line di una testata come la vostra nel panorama dell’informazione siciliana, impegnata da anni nelle denunce delle inefficienze e a promuovere la modernizzazione della società siciliana per me è incoraggiante, ma c’e’ ancora parecchia strada da fare; i commenti che mi capita talvolta di leggere su alcuni giornali on-line, improntati a sterili nostalgie addirittura borboniche o a presunti primati campanilistici, mi prostrano davvero e mi fanno capire che siamo ancora lontani soprattutto dall’affrancarci da certa mentalità feudale e dalla comprensione dei problemi veri cui bisognerebbe metter mano urgentemente, affrontandoli con un atteggiamento etico opposto a quello prevalente con cui sono o non sono stati affrontati finora.
Mi preoccupano infine i vari tentativi di porre dei bavagli alla rete, e che queste iniziative siano promosse da politici siciliani (D’Alia, Alfano) mi deprime ulteriormente e mi da la misura della nostra arretratezza culturale e delle mai dismesse abitudini gattopardesche dei “prìncipi” dei giorni nostri.
L’idea di lanciare un 40xSicilia potrebbe essere un modo per aggregare coscienze a livello regionale utilizzando il web 2.0; chissà che quest’intervista non possa essere l’occasione per farlo.
Ringrazio ancora Antonino per averci concesso il suo tempo; appuntando che i pareri espressi sono personaliIsola Telematica continuerà a seguire Infopatti, il network della comunità pattese.