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La Villa Romana di Patti Marina su OpenStreetMap

(pubblicato originariamente su OpenPatti)

Nell’ambito della presentazione dello studio di Michele FasoloTyndaris e il suo territorio“, tenutosi a Tindari presso il Palazzo dei Dioscuri lo scorso 28 Novembre davanti ad un pubblico davvero numeroso e attento, OpenPatti ha portato un proprio contributo con queste slide in cui si accenna agli open data in archeologia (ma potremmo più in generale auspicarne l’utilizzo per qualsiasi genere di bene culturale), citando l’esperienza dello SCRIPTORIVM di OpenPompei e la pubblicazione del Manifesto degli open data archeologici (MODA), raccontando infine della mappatura in open data della Villa Romana di Patti Marina su OpenStreetMap (attualmente il sito archeologico siciliano più dettagliato e documentato presente su una piattaforma geografica universale) e di come ricavare, con alcuni semplici strumenti, nuove mappe della Villa, arricchite di ulteriori contenuti, sempre in open data, partendo dai dati inseriti in OpenStreetMap.

Dopo aver ascoltato la relazione del prof. Fasolo, l’auspicio è che si possano presto riportare su OpenStreetMap almeno i risultati più importanti della sua ricerca.

Infine, con il necessario supporto della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, ci auguriamo che presto possa essere meglio documentato su OpenStreetMap anche il sito archeologico di Tindari.

N.B.: Per una migliore e completa fruizione della presentazione si consiglia di scaricarla sul proprio computer accedendo a questo link (Slideshare, ad es., non consente il funzionamento dei link delle prime tre slide)

Quando gli innovatori fanno rete al Sud

Quando si parla o si scrive delle ragioni che fanno la differenza tra il Nord e il Sud del Paese, una di quelle che ricorrono maggiormente, tra gli stessi meridionali, è la loro incapacità di fare squadra, ovvero l’incapacità di superare quell’eccessivo individualismo o quell’innata diffidenza nei confronti dell’altro che, per retaggio culturale, impedisce loro di unire le forze per conseguire traguardi altrimenti irraggiungibili. Spesso, i tentativi di andare oltre i condizionamenti culturali e ambientali muoiono sul nascere per questa scarsa propensione allo stare insieme, ma fortunatamente le cose cambiano, si evolvono, cresce la consapevolezza della negatività di tali limiti ed emergono i tentativi di unire le forze.

E’ questo il caso di tre siciliani (Giuseppe Arrigo, Francesco Micali e chi scrive) e tre calabresi (Vito Caruso, Angelo Marra, Giuseppe Oppedisano), di età diverse tra loro, dai 29 ai 55 anni, tutti con esperienze di coinvolgimento diretto nella conduzione di imprese, che hanno dato vita ad un sodalizio all’insegna della fiducia, di valori etici condivisi  e di un reciproco rispetto trasmessosi in alcuni casi, sarebbe da dire, quasi per proprietà transitiva. Un sodalizio che nasce dal ritrovarsi accomunati dall’esigenza di produrre e sperimentare innovazione, quale può essere quella naturale di chi, da tempo, frequenta e alimenta community di innovatori. Ed è così che da incontri occasionali (ma neanche tanto, considerando i comuni interessi), passando attraverso esperienze che hanno permesso loro di consolidare i rapporti (a partire dalla più remota, quella del Sicily Innovation Lab, con le videoconferenze settimanali, per superare le distanze che ci separavano, e il conteggio all’inizio di ogni videoconferenza della quantità di CO₂ in tal modo risparmiata all’ambiente, fino a quelle più recenti, con Lo Stretto Digitale, RcStorming, Open Data Sicilia, Digital Champions), nasce infine, quasi come naturale conseguenza, il progetto PAN Travel. Un tentativo abbozzato e sviluppato a partire dall’inizio di questo anno che trova riconoscimento, dopo pochi mesi, nello scorso Settembre, nell’approvazione da parte del programma di incubazione europeo Finodex a cui il gruppo dei sei, nei mesi precedenti lo aveva sottoposto.
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Due progetti, Finodex e PAN Travel, che ruotano entrambi intorno agli open data e all’enorme potenziale che essi racchiudono; l’uno nel tentativo di favorire il dischiudersi di queste potenzialità, favorendo e incoraggiando la nascita di progetti che facciano appunto uso e riuso di open data, l’altro, in modo complementare, nell’affrontare la sfida di volere approntare una complessa infrastruttura che ne sveli l’utilità e li renda fruibili attraverso l’implementazione di un servizio completo a supporto del trasporto intermodale di cittadini e viaggiatori e di cui beneficino le stesse aziende di trasporto.

PAN, quindi, vuole essere uno strumento che, integrando tra di loro le più svariate modalità di trasporto di cui le persone possono fruire nei loro spostamenti (dalle forme più tradizionali, treno, bus, aereo, nave, alle più innovative, car sharing, bike sharing e quelle più in generale offerte dalle nuove forme della sharing economy) offra alle stesse la possibilità di scegliere, secondo propri criteri, un itinerario di viaggio tra tutti quelli individuati e visualizzati da PAN andando a ricercare e combinare tra di loro le varie possibilità di spostamento tra due punti del globo. Ad arricchire questo quadro, PAN, fruibile da un qualsiasi dispositivo che si connetta alla rete (computer, tablet, smartphone), consentirà inoltre, indifferentemente che si tratti di un viaggio attraverso l’Europa o di uno spostamento in città, di effettuare prenotazioni, acquistare biglietti di viaggio e di interagire con altri utenti in modalità social andando ad implementare i propri servizi sulla piattaforma di cloud europea Fiware, servendosi anche, ove possibile, di sensori e della crescente disponibilità di oggetti IoT (Internet of Things).

Tutto questo utilizzando gli open data che le varie compagnie di trasporto pubbliche e private, consapevoli delle implicazioni sottese, rendono disponibili sempre più frequentemente (integrati da dati di altro tipo, dove ancora gli open data non dovessero essere disponibili) e che i progettisti di applicazioni e servizi, come PAN, utilizzano per migliorare la qualità di vita di chi ha bisogno o voglia di viaggiare e che consentono alle aziende di trasporto di migliorare la qualità e la fruibilità dei servizi offerti.pan1

La Notte per la Cultura 2015 e la Villa Romana di Patti Marina

Quest’anno, per la prima volta, le due associazioni organizzatrici della Notte per la Cultura (questa è la sesta edizione), il Club Amici di Salvatore Quasimodo e l’associazione di promozione sociale Officina delle Idee, hanno pensato di sdoppiare l’evento che tipicamente si svolge in una sola serata del mese di Agosto nel centro storico di Patti, pensando anche ad una serata di visite da condurre presso la Villa Romana di Patti Marina.

Questo sito archeologico, scoperto casualmente nel 1973, durante i lavori di costruzione dell’autostrada A20 Messina Palermo, ha sofferto sempre, finora, rispetto ad altri siti siciliani di maggiore notorietà per un inadeguato livello di attenzione, sia relativamente alla cura e alla conservazione del sito stesso (oggetto di incuria, interventi inappropriati, infiltrazioni d’acqua) sia relativamente alle iniziative di promozione attuate, davvero limitate (a qualche depliant), per non dire inesistenti.

Eppure la scoperta della Villa Romana di Patti Marina fece clamore a suo tempo presso gli studiosi, primo caso di ritrovamento che si andava ad affiancare alla coeva e più famosa Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.

L’attenzione dei pattesi sull’importante complesso monumentale, che presenta pregevolissimi mosaici e il desiderio di vederne riconosciute ed apprezzate le peculiarità sono sempre stati elevati negli anni e giustificano pertanto tutti i tentativi di valorizzazione e promozione, tra cui la serata odierna dedicata alla visita della Villa nell’ambito dell’edizione attuale della Notte per la Cultura.

E’ comprensibile pertanto come in questo quadro vada dunque ad inserirsi l’iniziativa civica di OpenPatti e di Digital Champions Patti, attuata dal basso, che, con l’intento di contribuire al successo della serata e più in generale alla promozione e alla valorizzazione del sito, hanno effettuato una mappatura dettagliata delle strutture archeologiche della Villa su OpenStreetMap rendendo così disponibili, gratuitamente, liberamente e in modalità open data, informazioni di alto valore culturale relative ad uno dei più interessanti siti archeologici siciliani, dimostrando di voler perseguire in tal modo obiettivi di condivisione e diffusione della conoscenza oltre che di promozione e valorizzazione del territorio.

Fino a qualche giorno fa della Villa Romana di Patti Marina, sulle mappe  online non si trovava nulla (come in Bing Maps) o la localizzazione approssimativa e più o meno esatta del sito archeologico (Google Maps) o una accennata via d’accesso ed un’area indicante la (criticata) copertura a protezione delle strutture murarie e musive sottostanti (OpenStreetMap).
Mappe a Confronto
Da qualche giorno invece proprio su OpenStreetMap (l’equivalente geografico di Wikipedia) è possibile individuare le strutture architettoniche del sito archeologico con un livello di dettaglio superiore a quello, ad esempio, della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina o di altri siti archeologici siciliani e ricavarsi, sempre in modalità open data, mappe ulteriormente arricchite di contenuti come quella che stasera, durante la visita alla Villa Romana di Patti Marina, sarà disponibile sugli smartphone dei visitatori della Notte per la Cultura semplicemente accedendo al seguente link http://bit.ly/1gL4jwd
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Ricordiamo infine che anche la mappa predisposta per la visita al centro storico di Patti, che seguirà giovedì 13 quella alla Villa, è frutto di un’azione civica dal basso che ha prodotto già lo scorso anno la mappatura più dettagliata esistente del reticolo di vie (circa 200) che caratterizzano il centro storico pattese.
Questo il link alla mappa del Centro Storico http://bit.ly/1fO6TjKcr_npc15
Buona Notte per la Cultura 2015 😉

Wikicrazia al Caffè Galante

Wikicrazia

La locandina dell’incontro con Alberto Cottica al Caffè Galante per parlare di Wikicrazia

Con il patrocinio del Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti e dell’Associazione NoveMaggio, si svolgerà domenica 5 Giugno, alle ore 18.00, presso il Caffè Galante, un incontro con Alberto Cottica, autore di Wikicrazia; un’occasione per iniziare a riflettere, ai tempi della rete, su come far avvicinare pubblica amministrazione e cittadini.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming su http://www.telepatti.it e sarà attivo un collegamento tra il Caffè Galante a Patti e il Caffè Galante SL a NeoKublai in Second Life. Durante l’incontro è previsto inoltre il collegamento e l’intervento via  Skype da Bologna di Massimo Carnevali, un wikicratico bolognese, ICT Manager del Comune di Bologna dove, perseguendo una politica di contenimento dei costi per il suo ente, si è adoperato per l’introduzione e l’adozione di licenze software opensource.

A tre anni dalla sua prima visita a Patti, quando venne a realizzare per Kublai un reportage sul progetto Caffè Galante, Alberto Cottica torna per parlarci stavolta di Wikicrazia: “una visione entusiasmante di quello che le politiche pubbliche potrebbero diventare nell’era di Internet: la mobilitazione di una intelligenza collettiva, attraverso la collaborazione creativa tra gli amministratori, le organizzazioni nonprofit, e soprattutto migliaia e migliaia di cittadini motivati a inventare, attuare e sorvegliare gli effetti dei nuovi schemi di integrazione – abilitati dalla tecnologia – che possono rendere le nostre vite più produttive, importanti e socialmente responsabili; e la nostra società più aperta e coesa” (David Lane)

Alberto Cottica è musicista (essendo stato tra i fondatori del gruppo musicale dei Modena City Ramblers), economista, studioso esperto di dinamiche sociali e politiche di governo, autore di Wikicrazia e fondatore e direttore di Kublai, l’incubatore digitale per i creativi promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico per favorire la nascita di progetti etici, innovativi e sostenibili di sviluppo dei territori.

Gli interessati potranno approfondire la conoscenza di Alberto visitando il suo blog: http://www.cottica.net

I pattesi interessati ad approfondire l’argomento, troveranno il libro di Alberto presso l’edicola-libreria Piccione in piazza Marconi.

Innovazione, Turismo e Centri Storici; una breve sintesi di quanto si è detto

(articolo pubblicato originariamente su Kublai)

Ho scritto che avrei provato a raccontare una sintesi di quello che si sarebbe detto al convegno “Innovazione, Turismo e Centri Storici” che si è tenuto a Patti lo scorso sabato 17 Ottobre.

Non riesco esattamente a fare una sintesi, mi viene troppo complicato perché si è spaziato parecchio, comunque provo ad accennare qualcosa.

Inizio col dire che il tempo è stato oggettivamente poco e, a parte gli interventi dei due ospiti, Daverio e Argentino (alla fine il dirigente regionale dell’assessorato al turismo non ha partecipato all’incontro), non c’è stato molto spazio per gli interventi del pubblico, così a mio avviso il dibattito ne è uscito molto sacrificato.

C’erano degli studenti, c’erano degli amministratori pubblici; si spera che possa servire ciò che hanno ascoltato e che il pubblico presente ha dimostrato di apprezzare, soprattutto quando si è parlato dello scempio perpetrato a danno dei centri storici, delle politiche edilizie che hanno favorito il loro spopolamento e depauperamento e dell’esigenza di invertire la rotta favorendone recupero, valorizzazione e vivibilità ridotandoli dei servizi più elementari.

Daverio ha proposto polemicamente un premio all’abbattimento per cercare di recuperare la compromessa skyline o linea d’orizzonte e condotto un’analisi storica tesa a sottolineare il decadimento della Sicilia a partire solo dall’inizio del Novecento e ipotizzando una linea di sottosviluppo che invece che dividere il paese tra nord e sud lo divide, secondo la sua visione, tra est e ovest, tra Adriatico e Tirreno, citando a sostegno della sua tesi i positivi interventi sul territorio effettuati in Puglia contrapposti a quelli discutibili della Liguria.

C’è stato un elencare, anche da parte di chi è intervenuto tra il pubblico, di iniziative che potrebbero favorire lo sviluppo dei territori e un riferimento, ma solo un semplice nominarlo, al turismo relazionale senza spiegare di cosa si tratti (ciò di cui discutevamo la sera precedente in una riunione del Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti, cercando di valutare le implicazioni di un nostro coinvolgimento nel progetto AngelixViaggiatori e della proposta di Jesse Marsh per assecondarne l’istanza di ampliamento del contesto iniziale con AngelixCipro).

Un appunto che avrei voluto muovere al prof. Argentino avrebbe riguardato la sua semplicistica visione della rete e della diffusione della banda larga intesi come elementi negativi e alienanti; mi è sembrata la classica e superficiale critica verso la rete che dimostra solo il rifiuto e l’incapacità di coglierne gli aspetti positivi, relazionali e di sviluppo, che invece genera.

Per quanto gradevoli e apprezzabili siano stati gli interventi, con l’eccezione di cui ho detto prima, mi sembra che alla fine di innovazione si sia parlato poco.

key sentences
“inurbazione come forma di controllo”, “dialogo col paesaggio”, “antropologia culturale”, “rapporto tra innovazione e passato”, “crisi della modernità”, “privilegiare i rapporti tra le persone e la qualità della vita”, “critica delle attuali forme di turismo industrializzato”

Un mecenate in Sicilia: Arte militante per riscattare il territorio

Logo di Kublai

Antonio Presti e Fiumara d’Arte, un binomio inscindibile che testimonia la voglia di riscatto di una terra tormentata, ricercata attraverso il legame di valori etici ed estetici e la celebrazione a tutto tondo della bellezza.

Antonio Presti è certamente un siciliano d’eccezione, un uomo che con il proprio impegno ha contribuito e contribuisce giorno per giorno a far crescere la Sicilia e la sua immagine. Bersaglio del racket, della politica clientelare e di una  giustizia ipocrita, Antonio Presti è sicuramente il più importante promotore siciliano di arte moderna e contemporanea. Mecenate e artista lui stesso, il suo nome è legato a Fiumara d’Arte, la fondazione da lui presieduta e protagonista di mille battaglie contro l’abbattimento più volte rischiato delle opere promosse. In questi ultimi mesi il nome di Antonio si associa alla realizzazione della meravigliosa Porta della Bellezza a Librino, il quartiere di Catania simbolo del degrado della città a cui Antonio con la sua azione ha restituito dignità e speranza di crescita promuovendovi il culto della bellezza e il rispetto dei valori etici e civili.

Antonio Presti, accompagnato dall’eco delle sue opere d’arte, sarà ospite di Kublai il prossimo martedì 29 Settembre alle ore 21.30 per un incontro in cui si parlerà dell’esperienza di Fiumara d’Arte, delle mille vicissitudini e avversità che l’hanno vista nascere e crescere fino a diventare un simbolo, insieme al suo mecenate, di una Sicilia che vuole riscattarsi.

Un incontro particolare che grazie all’uso dei nuovi media che la rete (internet) ci offre, consentirà agli interessati di  partecipare all’evento anche se non si trovano fisicamente nel luogo in cui si svolgerà. L’incontro si terrà infatti in un luogo condiviso della reteSecond Life1, a cui, con un computer e una connessione ad internet, da qualsiasi parte d’Italia e non solo, ci si potrà collegare per ascoltare dalla viva voce di Antonio Presti la sua testimonianza e le sue riflessioni con la possibilità di porgli domande e chiedergli suggerimenti (chi non potesse utilizzare Second Life, potrà seguire l’incontro, senza tuttavia possibilità di intervenire con domande, nella diretta streaming che sarà trasmessa da http://www.progettokublai.net).

Kublai, che promuove l’incontro, è un progetto del Ministero dello Sviluppo Economico che sta guadagnandosi rapidamente una sua visibilità internazionale; nato nella primavera dello scorso anno e animato da Alberto Cottica, economista e musicista (ex Modena City Ramblers), insieme ad altri valenti componenti di un affiatato team, Kublai è un incubatore di progetti di sviluppo locale basati sulla creatività; Kublai favorisce l’incontro tra creativi grazie all’utilizzo delle diverse tecnologie della comunicazione in rete (tra cui un blog, un social network e uno spazio su Second Life) e li conduce anche attraverso il contributo reciproco degli ormai mille e passa appartenenti alla community alla realizzazione di progetti di sviluppo locale improntati al rispetto di valori etici (oltre al supporto dello staff di coaching, ciascun kublaiano può agire per fornire consigli ed esperienze agli altri kublaiani o riceverne a sua volta per il proprio specifico progetto). Durante l’incontro con Antonio Presti, i kublaiani presenti potranno accennare ad Antonio dei loro progetti e chiedergli suggerimenti utili al loro sviluppo.

Uno dei primi progetti avviati, tra gli oltre cento che è oggi possibile trovare su Kublai, prevede il restauro di un Caffè storico in stile liberty degli anni venti del secolo scorso situato a Patti, in Sicilia, e la sua riapertura come caffè letterario, centro culturale e di promozione civica, che si avvale ed è aperto all’uso dei nuovi media e dell’information technology. Il progetto prevede inoltre l’avvio di un’attività di produzione pasticciera, da destinare principalmente all’esportazione, che prevede il recupero e la valorizzazione della pasticceria e della gelateria tipiche locali grazie anche all’uso di antiche ricette. Il progetto è promosso da Nino Galante, piccolo imprenditore informatico siciliano, proprietario dello storico locale, da Roberta Marchesi, pubblicitaria milanese, promotrice di Italian Zone, uno dei più numerosi gruppi italiani attivi in Second Life e da Fabio Fornasari, architetto bolognese specializzato in allestimenti museali e una delle menti italiane più brillanti e creative di Second Life (la rivista d’architettura Ottagono gli ha dedicato una copertina nella scorsa primavera), incaricato dalla Regione Basilicata di realizzare Lucania Lab, curatore della mostra Rinascimento Virtuale, svoltasi lo scorso inverno presso il Museo di Antropologia di Firenze, realizzatore di Neo-Kublai che si inaugura proprio in questi giorni su Second Life e luogo dell’incontro in rete con Antonio Presti.

Il Caffè Galante, che nel secolo scorso fu frequentato da illustri intellettuali siciliani, tra cui il più famoso fu Salvatore Quasimodo, torna ad accogliere ora un altro illustre siciliano nella persona di Antonio Presti, che proprio dal Caffè Galante di Patti, di fronte ad un piccolo pubblico che prenderà parte in loco all’evento, si collegherà con il Porto dei Creativi di Kublai su Second Life per dare vita ad un evento con connotazioni fortemente innovative e che rappresenta una delle attività previste dal progetto Caffè Galante: la realizzazione di eventi in rete.


Approfondimenti

Fiumara d’Arte

La Porta della Bellezza

Kublai

Reportage Kublai: Il Caffè Galante

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1 Second Life è un software che simula il mondo tridimensionale consentendo a più persone che si collegano a questo ambiente di poter variamente interagire tra di loro; per accedere a Second Life e utilizzarlo è necessario scaricare il software, installarlo sul computer e registrarsi per disporre di un proprio avatar.

Anna Finocchiaro incontra gli avatar di Second Life

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Anna Finocchiaro davanti alla platea degli avatar in Second Life

(articolo pubblicato originariamente sul social network 40xPatti)

L’altro importante evento che ho avuto modo di organizzare in Second Life e’ stato l’incontro di un politico con gli avatar di Second Life; il primo politico italiano in assoluto che accetta un invito a venire in Second Life per rispondere alle domande degli avatar, Anna Finocchiaro. Ad essere esatti, Anna Finocchiaro non e’ il primo politico italiano in assoluto ad entrare in Second Life; lo scorso anno, nel mese di Luglio, qualche giorno prima della venuta di Tano Grasso in Second Life (vedi tra i post precedenti), Antonio Di Pietro, che ha acquistato in SL, per Italia dei Valori, la sim di Neverland, aveva gia’ fatto il suo primo ingresso in Second Life.
Ma a differenza di Di Pietro che e’ venuto in Second Life di sua spontanea iniziativa, la venuta in SL di Anna Finocchiaro costituisce comunque una novita’ assoluta per la politica italiana poiche’, come si e’ detto, e’ il primo politico che accetta un invito ad entrare in SL per sottoporsi alle domande degli avatar.

L’incontro si e’ svolto, giovedi 10 Aprile 2008, intorno alle 23 nella sim Italianieuropei, in Second Life, a Catania, in Real Life.

l'avatar di Anna Finocchiaro in Second Life

l’avatar di Anna Finocchiaro in Second Life

L’evento e’ stato comunque reso possibile grazie ad un eccezionale lavoro di squadra che ha visti impegnati diversi gruppi: “Italia e Italiani in Second Life” e “Sicilia e Siciliani in Second Life” da me fondati (ho inseguito la senatrice per qualche settimana prima di ottenere la sua disponibilita’), “ITALIAN ZONE” di Roberta Greenfield (Roberta e’ stato l’elemento chiave per raccordare e mettere insieme tutti i componenti della squadra che hanno preparato l’incontro) e “Sicilians” di Joey Dhara (Joey si e’ occupato dei problemi di sicurezza, garantendo il sereno svolgimento dell’incontro – anche se non e’ stato necessario ricorrervi visto l’irreprensibile comportamento degli avatar che, pur avendo atteso per circa un’ora l’arrivo della senatrice, hanno partecipato con entusiasmo all’incontro) con il contributo speciale di Mae Jun (che per conto dell’associazione Italianieuropei gestisce la sim dove si e’ tenuto l’incontro dandone la disponibilita’), Groncon Emoto (che gestisce la sim ufficiale della regione Toscana in Second Life e che ha realizzato l’avatar della senatrice Finocchiaro), Ginevra Lancaster (l’emergente stilista di Second Life che ha vestito la senatrice), Beppe Carter (che ha realizzato il filmato dell’evento) e Viviana Santanello che cura il blog di Anna Finocchiaro su MySpace.

A coloro che vogliono vedere cosa e’ avvenuto la sera del 10 Aprile proponiamo una videoregistrazione dell’evento perfettamente fruibile anche se non priva di qualche imperfezione.