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Fossa Neve

Fossa Neve

La neviera di Fossa Neve

Quando non era ancora disponibile l’energia elettrica e non lo erano neanche i frigoriferi per come li conosciamo oggi, i gelati, con maggior fatica, si facevano e conservavano ugualmente; fino almeno alla fine degli anni venti del Novecento, la neve era il materiale utilizzato in gelateria per refrigerare, usata quindi non come ingrediente ma appunto come refrigerante necessario per preparare gelati, granite, sorbetti, schiumoni, cassate, pezzi duri (o gelati in formetta). La neve, che durante l’inverno cadeva sulle alture vicine che superavano i mille metri, veniva accumulata nelle neviere (‘nté niveri) e lì conservata e mantenuta fino al successivo inverno. La neviera del Caffè Galante si trovava a Fossa Neve (a Fossa a Nivi) nel territorio di Librizzi in cima all’omonimo monte (altre immagini della neviera su “librizziacolori” di Melo Rifici). Durante l’estate (ma anche in inverno, che pure allora, i gelati venivano prodotti e consumati nella stagione fredda, specialmente il ponch all’arancia, d’obbligo nei matrimoni) veniva caricata sui muli e più a valle su carretti, con i quali, coperta e protetta da paglia, veniva infine portata al Caffè Galante e qui risposta nella neviera, situata al secondo piano sotterraneo, adiacente al locale dove si trovavano (e si trovano tutt’ora) i mastelli o gelatiere.

La gelatiera a mano

La gelatiera a mano (anni venti del Novecento) nei sotterranei del Caffè Galante; accanto si intravede la porta d’ingresso alla adiacente neviera

Al momento della preparazione del gelato, la neve veniva prelevata dalla neviera e posta tra il mastello e il recipiente in rame stagnato in cui si versava il preparato, a base di latte o di succhi spremuti (come nel caso del limone) o di polpa di frutta (precedentemente bollita e passata al setaccio, come nel caso di pesche o albicocche), che conteneva gli ingredienti del gelato. E quindi, in mancanza di energia elettrica, con la forza delle sole braccia, si incominciava ad azionare il meccanismo, un grande manubrio di ferro, che faceva ruotare, nel mastello colmo di neve, il contenitore con gli ingredienti rimestati da un’apposita pala, fino all’ottenimento del gelato; in genere non meno di un quarto d’ora, venti minuti, applicati faticosamente a quel manubrio senza fermarsi. Successivamente, con il gelato ottenuto si confezionavano anche schiumoni, cassate e pezzi duri che, a richiesta, venivano issati con un’argano fino nella sala del caffè per essere lì consumati o portati a casa dai clienti.

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La Neve e il Mare

La Neve e il Mare

Nino Casamento, “La Neve e il Mare” edizioni Kimerik

Domenica 28 Novembre alle ore 18.00 il Caffè Galante ospita la presentazione, a cura del prof. Carmelo Luca, dell’ultimo romanzo di Nino Casamento, “La neve e il mare“, per le edizioni Kimerik. All’incontro sarà presente anche l’autore che leggerà alcuni brani del libro e risponderà agli interventi del pubblico.

“La neve e il mare” narra la storia di Antonio e della sua famiglia: dagli antenati, che nell’ultimo scorcio del 1700 sono costretti ad abbandonare il vecchio insediamento di Gioiosa Guardia, arroccato sui monti, e a fondare sulla costa una nuova città , fino alla conclusione della seconda guerra mondiale ed all’inizio dell’era repubblicana che dà agli italiani grandi speranze e apre nuovi orizzonti.

Nel racconto scorrono, come in un film, i tanti avvenimenti di quegli anni, visti dall’angolatura di un paesino siciliano inerpicato sui monti Nebrodi e affacciato sullo splendido mare davanti alle isole Eolie.

Uno degli episodi narrati si svolge tra Fossa Neve e il Caffè Galante; Fossa Neve è la località in cima a monte Ilici, in territorio di Librizzi, dove anticamente veniva accumulata e conservata la neve che durante l’estate si utilizzava come refrigerante per la preparazione dei gelati. Prima a dorso di mulo e quindi su carretti, coperta e protetta da paglia, la neve veniva trasportata fino al Caffè Galante e tutto questo fino all’avvento dell’elettricità e dei moderni frigoriferi, fino almeno alla fine degli anni venti del Novecento.