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La Villa Romana di Patti Marina su OpenStreetMap

(pubblicato originariamente su OpenPatti)

Nell’ambito della presentazione dello studio di Michele FasoloTyndaris e il suo territorio“, tenutosi a Tindari presso il Palazzo dei Dioscuri lo scorso 28 Novembre davanti ad un pubblico davvero numeroso e attento, OpenPatti ha portato un proprio contributo con queste slide in cui si accenna agli open data in archeologia (ma potremmo più in generale auspicarne l’utilizzo per qualsiasi genere di bene culturale), citando l’esperienza dello SCRIPTORIVM di OpenPompei e la pubblicazione del Manifesto degli open data archeologici (MODA), raccontando infine della mappatura in open data della Villa Romana di Patti Marina su OpenStreetMap (attualmente il sito archeologico siciliano più dettagliato e documentato presente su una piattaforma geografica universale) e di come ricavare, con alcuni semplici strumenti, nuove mappe della Villa, arricchite di ulteriori contenuti, sempre in open data, partendo dai dati inseriti in OpenStreetMap.

Dopo aver ascoltato la relazione del prof. Fasolo, l’auspicio è che si possano presto riportare su OpenStreetMap almeno i risultati più importanti della sua ricerca.

Infine, con il necessario supporto della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, ci auguriamo che presto possa essere meglio documentato su OpenStreetMap anche il sito archeologico di Tindari.

N.B.: Per una migliore e completa fruizione della presentazione si consiglia di scaricarla sul proprio computer accedendo a questo link (Slideshare, ad es., non consente il funzionamento dei link delle prime tre slide)

OpenStreetMap e Open Data Geografici

L’introduzione a OpenStreetMap e agli open data geografici tenuta a Messina presso l’Istituto Tecnico Economico Statale “Antonio Maria Jaci” nell’ambito del Linux Day 2015.

ODD 2014

Oggi in tutto il mondo si celebra l’Open Data Day, buon ODD a tutti dunque; è il quarto a livello mondiale ed il secondo che si celebra in Italia.

A Patti, piccola cittadina siciliana di circa 14.000 abitanti, le cose in generale si muovono lentamente per i più disparati motivi; territorio in ritardo di sviluppo (economico e culturale), aggravato dalla crisi congiunturale, giovani costretti ad andar via per trovare prospettive al loro futuro.

Toccherà ai quarantenni e agli ultraquarantenni rimasti, se ne avranno voglia e possibilità (prima che siano costretti a scappare anche loro), mettersi in gioco per dare speranze e prospettive di crescita a questo paese.

E da qualche mese, complice la rete e i pur criticati social network che stanno rendendo più consapevoli i cittadini e aggregandoli per affinità, qualcosa sembra muoversi, anche se sono ancora dubbi i risultati di questo affaccendarsi.

Uno degli obiettivi che si cerca di perseguire è rendere più aperta e trasparente la città a tutti i livelli. Non è semplice e si parte sfavoriti da tutte quelle condizioni di svantaggio approssimativamente sintetizzate prima. OpenPatti è una di queste cose che vorrebbero nascere e che al momento si sostanzia in una sezione sul sito dell’associazione “Il Paese Invisibile“, dove trovano posto alcuni importanti documenti che dovrebbero invece essere resi disponibili dall’Amministrazione Comunale sul proprio sito ufficiale, e nella bozza di un manifesto, condiviso e discusso tra un gruppo ancora ristretto di soggetti, ma che si spera di poter presto “ufficializzare” se una più ampia platea vi si riconoscerà nello spirito, negli intenti e nelle azioni.

Nel mio piccolo, oltre ad avere contribuito alla stesura del manifesto di OpenPatti ed aver cercato di essere parte attiva in alcune delle aggregazioni di cittadini e associazioni nate spontaneamente dal basso, c’è un’attività in particolare che mi sono ostinato ad avviare (e che già oggi si può, anche se parzialmente, considerare realizzata nei risultati) che considero simbolica per chi voglia condividere lo spirito del movimento Open Data.

Da metà Novembre 2013 fino a circa la meta di questo mese di Febbraio 2014, durante soprattutto i fine settimana, ho tracciato su OpenStreetMap (l’equivalente a livello geografico di Wikipedia) tutte le vie del centro storico di Patti (circa 200). Attività piacevolissima, che oltre a farmi ripercorrere le vie già note, mi ha permesso di scoprirne altre davvero incantevoli e sconosciute.

Come si può vedere nell’immagine, comparando la stessa area del centro storico su piattaforme diverse, il grado di dettaglio del reticolo stradale del centro storico pattese su OpenStreetMap risulta di gran lunga più completo e documentato.

centro storico Patti su piattaforme diverse

il reticolo di vie del centro storico di Patti documentato su tre diverse piattaforme; a sinistra su OpenStreetMap, al centro su Google, a destra su Bing.

Con questo non si vuol dimostrare l’inutilità o l’inaffidabilità delle mappe più note al grande pubblico ma semplicemente che la conoscenza del territorio da parte di chi vi abita consente di documentare le aree in cui si vive (ma non solo) in modo più ricco.

Ora le vie del centro storico di Patti sono lì, su una piattaforma aperta e accessibile a chiunque e quel lavoro potrà essere arricchito da chi ne ha voglia o anche essere riutilizzato senza dover ripartire da zero.

E’ il mio regalo ai miei concittadini per questa ricorrenza e l’invito ad essere più aperti; ancora buon Open Data Day 2014  #ODDIT14 🙂