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Il mio primo evento in Second Life: l’evento antimafia per commemorare Paolo Borsellino

Il primo evento che ho avuto modo di organizzare in Second Life si e’ svolto in questi giorni, il 19 Luglio 2007, nell’ambito delle manifestazioni per la commemorazione della strage di via D’Amelio in cui, tra gli altri, perse la vita Paolo Borsellino.

Cercavo iniziative di questo tipo, e sapere che un gruppo di volenterosi aveva gia’ organizzato un analogo evento in SL per l’altra strage, quella di Capaci, ed ora si accingeva ad organizzare quest’altra commemorazione, mi ha fatto scattare l’idea di cercarli per proporre loro la possibilita’ di portare in SL una testimonianza significativa; quella di un personaggio che conoscevo, e che e’ diventato un simbolo di ribellione e di lotta contro il racket: Tano Grasso.
Un altro importante evento, avvenuto proprio in questo periodo, mi ha reso ancora piu’ determinato nell’inseguire l’idea: per la prima volta in Italia un politico, Antonio Di Pietro, ha vestito i panni di un avatar per calarsi in Second Life. Cosi’, anche se c’è stato poco tempo per organizzare il tutto, dopo avere ricevuto dai ragazzi un’entusiastica accoglienza, ho cercato di contattare Tano Grasso (cosa per niente semplice) per proporgli di venire in SL a darci la sua testimonianza. A differenza di quanto è avvenuto con Di Pietro pochi giorni prima nella sua Neverland, Tano Grasso non ha potuto usare la voce per interloquire con quei circa 60 – 70 avatar che gli ponevano domande (il voice non è ancora cosi’ semplice da usare in SL) ma, con l’aiuto dell’infaticabile Nina Fizgig che a Napoli è andata a trovarlo per dargli supporto, e la sapiente e ordinata gestione del dibattito da parte di Zok Ochs, ha risposto a tutte le domande, e si è trattenuto ben oltre la mezzora inizialmente programmata. Esperienze simili sono certamente ripetibili e per il piacere di chi vorra’ dare un occhiata, posto in allegato la presentazione dell’evento e il log del dibattito tra Tano Grasso e gli avatar di Second Life.
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Benvenuti al Secondo Evento antimafia organizzato da Sikania e Giraffa Edizioni su Second Life.

Il 19 Luglio di 15 anni fa a Palermo in via d’Amelio un’autobomba uccise il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta: Emanuela Loi, Claudio Traina, Agostino, Catalano, Vincenzo Li Muli e Walter Cesina.

Questa installazione è stata costruita tentando di ricostruire il catastrofico scenario di via d’Amelio sventrata dall’esplosione.

Sono presenti tre aree per lo streaming video. Per vedere i filmati basta spostarsi
sotto uno dei tre maxi schermi disposti intorno allo spazio e premere play sul Movie Control.

Schermo gigante 1: Su questo schermo verrà proiettato il commosso intervento di Paolo Borsellino “I giorni di Giuda” pronunciato dal giudice poco dopo la strage di Capaci dove il suo collega ed amico Giovanni Falcone era rimasto ucciso insieme alla sua scorta.

Subito al di sotto di tale schermo si possono osservare le foto degli agenti di scorta del giudice Borsellino. Cliccando sulle foto si potranno ricevere delle notecard recanti una loro biografia minima.

Schermo gigante 2: Alcuni toccanti monologhi dello spettacolo: “Paolo Borsellino – Essendo Stato”. Spettacolo teatrale di Ruggero Cappuccio con uno straordinario Massimo de Francovich in esclusiva per questo evento in SL.

Schermo laterale3: David Coco, protagonista de “L’uomo di vetro” di Stefano Incerti, film che ricostruisce la vita del pentito Leonardo Vitale, leggerà in un video inedito l’introduzione al maxiprocesso, l’istruttoria con la quale il pool antimafia di Palermo riuscì a portare Cosa Nostra in tribunale. Anche questo filmato è stato registrato ad hoc per l’evento.

Sotto lo schermo 3 è stato allestito un banchetto dove sarà possibile prendere una copia gratuita del fumetto “Un pensiero solo” e tramite teleport accedere alla mostra permanente antimafia della Giraffa edizioni ed ancuni altri gadget come la Maglietta antimafia ed il famoso stendardo del Comitato dei lenzuoli recante la scritta: “Non li avete uccisi, le loro idee camminano sulle nostre gambe”.

Sul lato opposto allo schermo 3 è stato allestito un piccolo palco dove alle 19.30 si potrà partecipare al dibattito sul tema “Mafia e Racket”; interverrà Tano Grasso (Geco Mayo in sl), presidente della Federazione Italiana Antiracket, storico personaggio della lotta al racket che diede il via alla famosa rivolta dei commercianti di Capo d’Orlando e Nino Galante (Pico Miles in sl) ex dirigente dell’ACIAP (associazione antiracket della città di Patti) dove per anni ha profuso il proprio impegno per favorire iniziative di prevenzione e di contrasto all’insorgenza di fenomeni devianti quali l’usura ed il racket.
Non è presente, ma assiste da remoto, il prof. Michelangelo Gaglio del Liceo Classico di Patti, che nella sua scuola, in collaborazione con Tano Grasso si preoccupa di promuovere iniziative volte a sensibilizzare gli studenti sulle problematiche riguardanti la legalità e il contrasto della criminalità.
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Dibattito su “Mafia e Racket” con la partecipazione di Tano Grasso

[19:19]
Zok Ochs: salve a tutti… se non vi spiace avvicinarvi, vorrei presentarvi il nostro graditissimo ospite. Seduto qui accanto a me abbiamo il dott. Tano Grasso, presidente della Federazione Italiana Antiracket.

Tano Grasso
: Salve a tutti.

Zok Ochs
: La ringraziamo moltissimo per essere intervenuto, e le diamo un caloroso benvenuto per essere venuto a commemorare insieme a noi il quindicennale della strage di via d’Amelio. Vorrei ora cederle la parola sperando che tutti voi possiate approfittare della sua presenza con domande e interventi.

[19:23]

Tano Grasso: questa ricorrenza può essere l’occasione per una riflessione sullo stato attuale della lotta alla mafia nel nostro paese. Possiamo fare una conversazione sulla base delle vostre domande

Zok Ochs
: Mi piacerebbe sapere in dettaglio come con le attuali leggi le associazioni e federazioni anti-racket riescano a sostenere i negozianti, commercianti e imprenditori che vogliono dire “no” all’usura e al pizzo.

Tano Grasso: Le associazioni anti-racket in primo luogo assicurano a chi è vittima del pizzo la possibilità di non essere più in solitudine. Quando non si è soli si vince più facilmente la paura. In secondo luogo le associazioni svolgono un’attività di mediazione nel rapporto con le forze dell’ordine e infine assistono per sempre quel commerciante che ha avuto la forza di esporsi, anche quando diminuisce l’interesse delle istituzioni.

[19:28]
Asia Connell: Mi piacerebbe sapere dal dott. Grasso perché talvolta questo ingranaggio di difesa di chi subisce attentati diventa molto lento e cosa fa in questi casi l’associazione di cui lei è presidente.

Tano Grasso: Probabilmente lei si riferisce ai risarcimenti della legge anti-racket in favore di chi subisce un danno a seguito del rifiuto a pagare il pizzo.

Asia Connell: Sì.

Tano Grasso: Nell’insieme abbiamo una buona legge anche se a volte si registrano ritardi dovuti a particolari situazioni territoriali. In questi casi le nostre associazioni intervengono direttamente sul ministro dell’interno.

Asia Connell: Grazie.

[19:33]
Ignatio Roffo: Io vorrei chiedere una cosa al dott. Grasso. Vorrei sapere cosa ne pensa della notizia circa l’indagine aperta dalla Procura di Caltanissetta sulla strage di via D’Amelio in relazione ai probabili coinvolgimenti dei servizi segreti italiani.

Tano Grasso: Per onestà devo dire che sono purtroppo scettico sul fatto che dopo così tanto tempo si possa giungere ad un esito giudiziario certo. Sicuramente però vi sono elementi per giungere invece a una valutazione politica degli scenari che si intravedono dietro la strage di via d’Amelio e questo può essere un compito della commissione parlamentare anti mafia.

[19:37]
Cristos Benelli: Potrei fare una domanda anch’io? La mentalità imprenditoriale, in Sicilia, è limitata dalla paura di dover avere a che fare con attività di racket. Esistono programmi sviluppati dall’associazione che puntino a dare supporto a imprenditori siciliani ancor prima di aver subito un torto?

Tano Grasso: Sì, la nostra attività è anche di tipo preventivo. Abbiamo ormai una consolidata esperienza con le forze dell’ordine che consente di intervenire ancor prima che giunga una richiesta estorsiva. Ad esempio a Napoli quando un nostro socio apre un cantiere edile in una zona ad alta densità mafiosa con le forze dell’ordine si predispongono misure di vigilanza che scoraggiano gli estorsori.

Cristos Benelli: E queste attività sono disponibili anche al piccolo imprenditore?

Tano Grasso: Sì, soprattutto al piccolo imprenditore.

[19:42]
Asia Connell: Dott. Grasso, spesso giungono notizie a noi giornalisti sull’utilizzo della mafia da parte di pezzi di Stato stile sbarco del ’43 e questo ci lascia piuttosto perplessi.

Tano Grasso: Possono darsi casi di questo tipo ma quando parliamo di Cosa Nostra parliamo di un soggetto che ha una sua assoluta autonomia rispetto ad altri soggetti e quando con questi altri soggetti interloquisce lo fa in una logica di scambio e mai di inferiorità. Non è facile per Cosa Nostra essere strumentalizzata da altri poteri senza che ne sia consapevole.

[19:47]
Pico Miles: Scusa Tano una domanda che non vorrei ti mettesse in difficoltà ma che credo sia doverosa visto che parliamo di cose serie… un amico funzionario della Banca d’Italia sostiene che secondo uno studio dei ricercatori di Palermo della Banca d’Italia, le imprese siciliane di successo non considerano la mafia fra gli ostacoli per lo sviluppo delle aziende. Ti sorprende questo dato?
Vorrei il tuo commento.

Tano Grasso: Sì, mi sorprende assai. La mafia come testimoniano varie ricerche è ad esempio il principale ostacolo agli investimenti nel Sud di imprese straniere. Su 100 imprese che dall’estero vengono in Italia solo una investe nell’intero Mezzogiorno. Evidentemente ciò avviene per i condizionamenti mafiosi con i quali un’impresa è costretta a confrontarsi. Nel caso delle grandi imprese siciliane a cui si fa riferimento nella domanda probabilmente si tratta di realtà economiche che nel convivere con la mafia traggono una convenienza diretta o indiretta. Ma questo loro interesse già nel medio tempo è destinato a indebolire la stessa qualità dell’azienda perché la mafia è l’ostacolo alla libertà di impresa e senza libertà non può esserci né sviluppo né crescita di imprese si è destinati a sopravvivere in una palude economica.

[19:50]
Ignatio Roffo: Riallacciandomi a ciò che diceva Asia, se è vero che Cosa Nostra non si lascia strumentalizzare perché impone dei rapporti di scambio, questo significa implicitamente che lo Stato istituzionalmente ha rapporti con Cosa Nostra. Nessuno fra i vertici delle istituzioni, che io ricordi, è mai stato condannato per associazione mafiosa.

Tano Grasso: Purtroppo stiamo parlando della realtà non di una suggestione letteraria. Il fatto che non ci siano condanne significa solo che non si conseguono sufficienti prove per condannare. Che poi ci siano stati o ci siano pezzi di istituzioni, per fortuna oggi molto meno di ieri, collusi con la mafia è una realtà testimoniata dalle frequenti notizie di cronaca.

[19:55]
Prez Pessoa: Una domanda… negli ultimi 20 anni ho visto molti ragazzi siciliani di allora, innovativi, ribelli, aperti al mondo, insofferenti di questa situazione, diventare parte integrante del sistema, a livello di paese, di famiglie, di lavoro. Qual’è secondo lei la “porta” principale da dove può arrivare un cambiamento? La scuola, la famiglia, l’imposizione delle istituzioni… sembra non esserci una via d’uscita, tutto si richiude su se stesso.

Tano Grasso: Dobbiamo essere consapevoli che la mafia non è solo un fenomeno criminale ma è qualcosa che assicura ricchezza e benessere a numerosi cittadini, anche indirettamente. Inoltre la mafia ha un suo sistema di valori che purtroppo attecchiscono di più nella debolezza dello Stato, per questo combattere la mafia non è cosa facile, non si può combattere la mafia solo su terreni giudiziari. Il consenso sociale della mafia e il suo radicamento sono i suoi punti di forza, ci vuole molto tempo, ci vogliono diversi passaggi generazionali per riuscire a estirpare questo fenomeno, bisogna in primo luogo saper lavorare sulle coscienze individuali.

[19:58]
Francis Ferraris: Oggi qualche analista parla di una piovra che è diventata “tentacoli impazziti”, una sorta di sistema monolitico che non esiste più (sempre se sia mai esistito un sistema unico). Corrisponde alla realtà tale situazione? Abbiamo a che fare ormai con fenomeni diversi che giustificherebbero anche la comparsa di omicidi e reati impensabili prima in aree “controllate” dalla mafia? Forse può essere il momento buono per debellare la mafia, se è davvero divisa in se stessa?

Tano Grasso: Non mi pare che si possa parlare di una mafia così indebolita, sicuramente un decennio addietro si era vicini alla possibilità di sferrare il colpo di grazia, oggi purtroppo non è così anzi lo stesso livello di conoscenza della mafia per alcuni aspetti è assolutamente inadeguato: basti pensare al flusso di capitale di provenienza mafiosa in aree non mafiose e alle conseguenti attività di riciclaggio sia nel Nord Italia che all’estero.

[20:01]
Agata Kubitsch: Quanto potrebbe contribuire l’abolizione del segreto di Stato per fare maggiormente luce sui passati e presenti episodi di Mafia? Ho collaborato e collaboro con l’associazione dei parenti delle vittime della strage di Bologna e continuo a scontrarmi con questa ottusità da parte del Governo di non volere abolire il segreto. Grazie.

Tano Grasso: Certo l’abolizione del segreto di Stato potrebbe agevolare.

[20:02]
Ignatio Roffo: Lei ha detto che per sradicare la mafia ci vuole molto tempo. Ritiene che le stragi del 1992 abbiano dato una battuta d’arresto irrecuperabile alla lotta alla mafia? O immagina che si potrà mai riproporre una situazione di contrasto come quella che riuscirono a creare il pool antimafia di Palermo?

Tano Grasso: Intanto a seguito delle stragi del ’92 si raggiunse il punto più alto nell’attività antimafia nel nostro paese; primo: ci fu una reazione della società civile per la prima volta in una dimensione di massa; secondo: per la prima volta la questione della mafia divenne una delle principali questioni nazionali e ha riguardato l’opinione pubblica anche del Nord Italia; in terzo luogo: nel nome di Falcone e Borsellino è cresciuta una nuova generazione di magistrati e investigatori; questi elementi hanno fatto sì che, come abbiamo già detto, più di 10 anni fa si era arrivati vicini al colpo di grazia. Il problema è perché oggi non ci sono più alcune di quelle condizioni e a tal proposito vi è una responsabilità primaria della politica.

[20:07]
Zok Ochs: Grazie mille dott. Grasso… sappiamo che ha degli impegni e non vorremmo trattenerla oltre il dovuto. Mi dica solo se disponiamo di qualche minuto per un paio di altre domande.

Tano Grasso: Sì certo.

Zok Ochs: Lei fu il primo commissario ordinario della commissione anti-racket… non mi sono però chiarissime le ragioni per cui si dimise.

Tano Grasso: Fui uno dei primi ad essere cacciato, con un provvedimento discutibile, dal governo Berlusconi nel 2001. Le dimissioni furono solo una formalità, venni cacciato da quell’incarico.

[20:10]
Zok Ochs: Cosa pensa invece del fatto che nelle ultime due commissioni antimafia si sono registrate presenze di personaggi inquisiti a volte per associazione mafiosa?

Tano Grasso: Questo è un sintomo di quanto sia inadeguata la sensibilità delle forze politiche.

[20:11]
Francis Ferraris: Associazioni come “Addio Pizzo” hanno avuto una qualche incidenza nella realtà dei commercianti ed imprenditori palermitani? Queste associazioni spontanee le ritiene dei buoni sintomi?

Tano Grasso: ADDIO PIZZO è l’esperienza anti mafia più significativa degli ultimi anni. In una città difficilissima come Palermo ha avuto la capacità di mettere in moto un meccanismo straordinario, e grazie a loro, dopo 16 anni dall’omicidio di Libero Grassi siamo vicini alla nascita di una associazione anti-racket anche a Palermo; poi questi ragazzi sono riusciti a far capire che il pizzo non è un problema solo dei commercianti ma riguarda tutti a partire dai consumatori.

[20:13]
Baol Balogh: Che percentuale di guadagni delle associazioni mafiose provengono dal pizzo?

Tano Grasso: il pizzo assicura alla mafia una entrata sicura che serve per pagare i picciotti e le spese per i detenuti ma il problema non è solo economico. Il pizzo è il luogo dove la mafia costruisce la propria identità. Non può esserci mafia senza pizzo. Perché il pizzo assicura il controllo del territorio e quella soggezione omertosa che costituisce il punto di maggiore forza delle mafie.

[20:15]
Joey Dhara: Visto quello che ha detto sul pizzo poco fa, lei ritiene che ancora oggi, nel 2007, con tutti i progressi tecnologici in atto, la mafia sia ancora un power syndacate? Non si sta invece “borghesizzando”, diventando una mafia dei colletti bianchi che si muovono a loro agio all’interno dei sistemi economici, bancari e finanziari?

Tano Grasso: Sono due realtà che come numerosi studiosi hanno spiegato, possono tranquillamente convivere, mi permetto di insistere, la mafia senza il radicamento territoriale non sarebbe più tale, poi ci sono i livelli dei colletti bianchi, il livello del riciclaggio, ma l’anima della mafia è nel territorio, ovvero è power syndacate.

[20:16]
Zok Ochs: Dal momento che questa è la sua prima volta in Second Life vorrei chiederle una sua impressione… cioè cosa si prova a chiacchierare con un pubblico virtuale ma così interattivo… se l’aspettava?

Tano Grasso: Mi dispiace deludervi ma io sono all’antica, quando discuto con delle persone debbo sentire il loro respiro, comunque grazie per l’occasione e se volete, mi piacerebbe tornare a discutere con voi di una proposta avanzata dal nostro movimento che prevede l’obbligo della denuncia stabilito per legge.

Zok Ochs: Con piacere. Il nostro gruppo antimafia sta elaborando un grosso progetto per la costruzione di un ‘isola della legalità su Second Life… potremmo con questa vostra presenza virtuale farvi impegnare a farvi partecipare alle nostre future iniziative?

Tano Grasso: Certo.

Zok Ochs: Bene vorrei adesso che Pico Miles facesse un piccolo saluto al dott. Grasso e a tutti i presenti da parte di alcune persone.

Tano Grasso: mi aspettano adesso i colleghi dell’associazione antiracket di Napoli per una riunione.

Zok Ochs: Dott. Grasso è stato un vero piacere ospitarla qui e le siamo molto grati per il suo contribuito.

[20:18]
Pico Miles: Volevo ringraziare Tano per la sua partecipazione organizzata con poco tempo a disposizione, tuttavia ritengo che la prossima volta potrà effettivamente farci sentire la sua voce.

Zok Ochs: Vorrei ringraziare di cuore anche la nostra carissima amica Nina Fizgig per aver accompagnato il dott. Grasso in Second life e averlo assistito tecnologicamente. Grazie anche a Pico Miles che ha reso possibile la presenza tanto gradita del dott. Grasso a questa commemorazione. Bene, adesso spero che vogliate esplorare i contenuti dell’installazione. Come avrete letto nel programma, ci sono tre video diversi, due dei quali in esclusiva. Sul tavolino di fronte a me inoltre troverete diversi gadgets come la maglietta “Non li avete uccisi”, il libro “Paolo Borsellino – Essendo Stato” e un teleport per visitare la mostra permanete antimafia della Giraffa Edizioni, un fumetto “Un pensiero solo” realizzato dai qui presenti Ignatio Roffo e Baol Balogh.